A Meta’ novembre 2025 la Commissione europea ha accolto con favore l’accordo raggiunto tra Parlamento europeo e Consiglio sul bilancio annuale dell’Unione europea per il 2026. Il bilancio ammonta a 192,8 miliardi di euro in impegni e 190,1 miliardi di euro in pagamenti, e rappresenta l’ultimo anno con pagamenti significativi nell’ambito di NextGenerationEU, il fondo europeo di ripresa post-COVID.
Il bilancio 2026 è parte del Quadro finanziario pluriennale 2021–2027 e punta a sostenere le principali priorità politiche dell’UE in un contesto ancora caratterizzato da tensioni geopolitiche, crisi energetica e transizione verde e digitale. Tra i pilastri indicati dalla Commissione figurano:
- sostegno stabile all’Ucraina tramite la Ukraine Facility;
- rafforzamento degli stanziamenti per aiuti umanitari e politica di vicinato;
- sicurezza e difesa, in risposta alle nuove sfide strategiche;
- competitività, gestione delle migrazioni e proseguimento delle priorità green e digital.
Dal punto di vista delle grandi voci di spesa, il bilancio 2026 ripartisce le risorse tra:
- Mercato unico, innovazione e digitale – circa 22,2 miliardi di euro;
- Coesione, resilienza e valori – circa 71,6 miliardi di euro, di cui oltre 56 miliardi per la coesione economica, sociale e territoriale;
- Risorse naturali ed ambiente – circa 56,5 miliardi di euro, inclusa la Politica agricola comune;
- Migrazione e gestione delle frontiere – circa 5,0 miliardi di euro;
- Sicurezza e difesa – circa 2,8 miliardi di euro;
- Vicini e mondo – circa 15,6 miliardi di euro;
- Amministrazione pubblica europea – circa 13,3 miliardi di euro, oltre a strumenti speciali tematici per circa 5,7 miliardi di euro.
Il bilancio sfrutta inoltre la revisione di medio termine dei fondi di coesione per creare incentivi e maggiore flessibilità: gli Stati membri potranno riprogrammare parte delle risorse verso priorità emergenti quali competitività, difesa, edilizia abitativa accessibile, resilienza idrica e transizione energetica, facilitando la riallocazione degli investimenti dove il bisogno è più urgente.
Sul piano procedurale, dopo l’accordo politico di metà novembre, il Consiglio dell’UE ha dato il via libera definitivo il 24 novembre 2025, confermando i volumi di bilancio concordati con il Parlamento europeo. Il quadro finanziario per il 2026 è quindi stabilizzato, con un margine sotto i massimali del QFP per poter reagire a esigenze impreviste.
In particolare, sarà strategico monitorare:
- i bandi competitivi legati a mercato unico, innovazione e digitale, inclusi progetti su AI, dati e sicurezza informatica;
- le call nei programmi di coesione e nel sostegno alla resilienza territoriale, dove sono possibili progetti di rigenerazione urbana, housing e infrastrutture sostenibili;
- le iniziative collegate a sicurezza, difesa e Ucraina, che richiederanno consorzi solidi e capacità di project management internazionale.
In questo contesto, Core è pronta ad affiancare partner pubblici e privati nella progettazione, costruzione dei partenariati e gestione dei progetti europei, per trasformare le linee di bilancio 2026 in investimenti concreti e di lungo periodo.

