Il KSeF non è solo un nuovo canale di fatturazione: coinvolge finanza, IT e compliance. PwC sottolinea che le nuove regole richiedono preparazione anticipata su processi e organizzazione. L’obbligo è previsto in due fasi: 1 febbraio 2026 per i soggetti più grandi e 1 aprile 2026 per gli altri.
In pratica, il KSeF va gestito come progetto di implementazione: mappatura dei processi di emissione/ricezione, identificazione dei rischi e definizione del modello operativo target. L’impatto riguarda anche vendite, acquisti e operations perché la fattura è critica per i flussi di incasso e riconciliazione.
Dal lato tecnologico conta l’automazione e la riduzione del lavoro manuale. PwC richiama soluzioni integrate con processi ERP (anche SAP) per gestire lo scambio e-fatture con KSeF in modo automatizzato.
La readiness organizzativa è fondamentale: ownership su qualità dati, monitoraggio, gestione errori e collaborazione IT-Finance. Senza ruoli chiari, anche buoni strumenti non garantiscono stabilità.
Per volumi elevati, evitare colli di bottiglia al go-live è decisivo: workaround manuali non scalano e aumentano il rischio operativo.
Cosa significa per i nostri clienti
– Gestire KSeF come progetto (processi + tecnologia + responsabilità) con test e buffer.
– Mappare i flussi fatture e i punti di rischio.
– Definire il modello operativo (monitoraggio, risposta agli errori, reporting).
– Ridurre il manuale con automazione e supporto stabile ERP/IT.
– Confermare la data applicabile (1.02 vs 1.04.2026) e allineare il piano.
Con volumi medi/grandi, KSeF non è sostenibile con soluzioni manuali. Possiamo supportare con checklist di readiness e piano operativo di stabilizzazione.
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